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Conoscere la "Domenica"

PREGHIERA E LITURGIA

La domenica, giorno del Signore

Il tempo pasquale è la celebrazione gioiosa della Risurrezione, del "primo giorno" senza tramonto instaurato da Cristo con la sua risurrezione: prima dies. I cinquanta giorni che vanno dalla Pasqua alla Pentecoste sono il prolungamento di quell’Exultet che ha riempito di luce le tenebre del mondo e che continua, con il suo chiarore, a illuminare i giorni dell’uomo e a condurlo nella sua storia indicandogli la meta.

Attraverso le tribolazioni e il dolore, il buio del cuore e le alterne vicende umane, la fiaccola del mistero pasquale passa di mano in mano conducendo la storia dell’uomo, anche se egli non se ne accorge, anche se è troppo distratto dal male che sembra imperversare invincibile. La luce di Cristo risorto illumina i luoghi più bui e nascosti della vita del mondo rendendo presente la Redenzione di Cristo.

Questa luce pasquale è il segno che il bene è vittorioso, che Cristo ha vinto la morte e con essa tutto ciò che oscura l’orizzonte dell’umanità: il peccato, la violenza, la sopraffazione, l’errore. La notte di Pasqua con il suo fulgore dissipa le tenebre del cuore dell’uomo in quanto gli rivela la verità e quindi la pace, illumina il volto di Dio rivelandone il sorriso per tutti gli uomini, il suo desiderio di riconciliazione e di perdono, la sua volontà di donare salvezza e gioia al mondo triste e scoraggiato.

I cinquanta giorni divengono così un cammino preciso con cui la Chiesa accompagna gli uomini verso la luce di Cristo, rivelando cosa è l’evento della risurrezione e mostrandone gli effetti per tutti gli uomini, il suo desiderio di riconciliazione e di perdono, la sua volontà di donare salvezza e gioia al mondo triste e scoraggiato.

In questo senso il
dies Domini, il giorno del Signore, quel primo giorno della nuova creazione diviene l’annuncio gioioso della salvezza. Ogni settimana il "primo giorno" annuncia la risurrezione e la rinascita, la speranza e il riscatto donatoci da Cristo.

La Messa domenicale non è quindi semplicemente un appuntamento abituale. L’ottavo giorno, segnato dalla luce del Risorto, diventa il faro della settimana, ciò che dà significato a tutti gli avvenimenti e alle azioni vissute nei sette giorni che verranno.

La creazione terminò con il sabato, il giorno del riposo, il giorno della contemplazione di Dio e delle sue opere; la nuova creazione comincia lì dove il sabato finisce. Il "primo giorno dopo il sabato" è primo in senso pieno e significativo in quanto è il nuovo inizio inaugurato dalla risurrezione del Signore. La morte è vinta, la luce trionfa: occorre solo farla penetrare nelle profondità della storia per far rinascere il mondo.

Inoltre la domenica è il primo giorno "dopo il sabato". La domenica non è semplicemente il giorno del riposo in Dio ma anche l’inizio della nuova "opera di Dio", la vita che si trasforma in lode al Creatore e Redentore, la vita che diviene offerta al Signore che ci ama. Il primo giorno diviene segno della nuova epoca di Cristo Risorto, è il giorno della nuova opera di Dio, dell’azione dello Spirito, della vita della Chiesa.


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