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Azione Cattolica

I GRUPPI





Che cos’e’ l’Azione Cattolica

L'Azione Cattolica Italiana è una associazione di laici che si impegnano liberamente, in forma comunitaria ed organica ed in diretta collaborazione con la Gerarchia, per la realizzazione del fine generale apostolico della Chiesa.
(dallo Statuto dell' A.C.)

L'Azione Cattolica Italiana è una associazione di laici che condividono e collaborano al progetto della Chiesa. Fra i movimenti e le associazioni è la piú numerosa e quella con tradizioni piú antiche e ha contribuito, con la sua presenza diffusa capillarmente nel territorio, a formare laici impegnati alla corresponsabilità ecclesiale. L'associazione ha un carattere prevalentemente formativo e tende alla maturazione di persone adulte nella fede, consapevoli della necessità di testimoniarla con scelte di vita concrete.
(dal sito della diocesi di Messina-Lipari-S.Lucia del Mela)

"Che cosa è l'Azione Cattolica ?
Ne abbiamo parlato molto, ma mi pare che sia soprattutto una realtà dei cristiani che si conoscono, che si vogliono bene, che lavorano assieme nel nome del Signore, che sono amici; e questa rete di uomini e donne che lavorano in tutte le diocesi, e di giovani, e di adulti, e di ragazzi e di fanciulli, che in tutta la Chiesa italiana con concordia, con uno spirito comune, senza troppe ormai strutture organizzative, ma veramente essendo sempre piú un cuor solo e un' anima sola cercano di servire la Chiesa."
(Vittorio Bachelet)

PROGETTO AC

FORMATIVO - APOSTOLICO
L’Azione Cattolica nasce e si sviluppa come consapevole corresponsabilità nella Chiesa e come impegno missionario: per questo fa suo il compito di evangelizzazione e di santificazione e quello di formazione cristiana delle coscienze degli uomini, perchè lo spirito evangelico viva nel cuore di ciascuno e nelle varie comunità e nei vari ambienti. Essa intende l’apostolato come servizio di una carità che partecipa ai fratelli il dono del vangelo che ha ricevuto e promuove nei suoi aderenti una coscienza tra fede, carità e vita.
Il carattere essenzialmente religioso ed apostolico dell’Azione Cattolica Italiana la impegna ad una costante attenzione alla realtà quotidiana della società in cui vive ed in particolare al mondo del lavoro e al mondo della cultura; e le richiede lo sforzo di leggervi, con i "segni dei tempi", i bisogni e le speranze religiose, e di aiutare tutti i cristiani a vivere con pienezza accanto ai fratelli la realtà in cui la Provvidenza li ha posti.
(Premessa Statuto ACI)

UNITARIO
L’Azione Cattolica è una Associazione nella quale confluiscono persone di diversa età, professione, cultura, sensibilità apostolica, vocazione personale. Queste diversità ne arricchiscono la vita interna e ne moltiplicano la capacità di presenza capillare nel tessuto umano, a condizione che si compaginino nella comunione, purificandosi ed animandosi di spiritualità evangelica, di mentalità e stile ecclesiale, di volontà sincera e disinteressata e di servizio.
Tale comunione è l’anima del dialogo interno, ricercati per la valorizzazione di tutte le risorse da destinare insieme alla missione della Chiesa ed alla causa umana. E deve qualificare tutta la vita associativa: dall’amicizia leale e fraterna tra le persone alla stima reciproca tra le articolazioni, dalla progettazione delle iniziative agli adempimenti di una democraticità organizzativa, che sia chiaramente ecclesiale
(A. Ballestrero, Lettera all’Assistente Ecclesiastico generale ACI, 1984)

Impegni statutari
L'AC esiste nella Chiesa italiana da più di un secolo, ma nel corso degli anni, con continuità, gli scopi, la struttura ed i metodi che la caratterizzano hanno seguito la riflessione che andava maturando sul significato e le modalità dell'impegno dei laici nell'apostolato, che crediamo non ancora conclusa.
È stato proprio il Concilio Ecumenico Vaticano II (AA, nº 20) a ridefinire la funzione in ordine alla collaborazione all'apostolato in forma di associazione. In Italia, le indicazioni del magistero hanno portato negli anni seguenti, durante il pontificato di Paolo VI e con l'impegno di laici come Vittorio Bachelet, a riscrivere lo statuto (1969) che ancora oggi è valido.
In breve, l'
obiettivo dell'AC è di coniugare una collaborazione fedele e stabile con i ministri della Chiesa, a tutti i livelli, con una legittima libertà di iniziative, di movimenti, di esperimenti e di nuovi ordinamenti.
Fra le conseguenze più impegnative di questa scelta, lo statuto sottolinea l'esigenza di una continua
formazione personale, di una partecipazione attiva alla missione della Chiesa e di una coerente testimonianza di vita.

Caratteristiche
Le caratteristiche principali dell'Associazione, presenti nel suo statuto e confermate negli anni successivi, possono essere brevemente descritte dai punti seguenti:
· scelta di un impegno essenzialmente religioso apostolico popolare;
· sostegno e riconoscimento del ruolo della famiglia;
· presenza nella Chiesa locale;
· uso del metodo democratico per il proprio autogoverno.


Strutture organizzative
L'AC si è strutturata in modo da rendere flessibile la sua finalità; quindi sono presenti associazioni a livello parrocchiale, diocesano e nazionale, con coordinamento regionale, a fianco dei relativi ministri o organismi della Chiesa (parroco, vescovo, conferenza episcopale nazionale e regionale).
I soci, con la loro adesione, assumono gli impegni previsti dallo statuto, sostengono l'Associazione anche economicamente versando la quota d'iscrizione, accettano di condividerne la gestione.
Le diverse responsabilità sono attivate con metodo democratico rappresentativo, curando la pari possibilità di partecipazione di uomini e donne, giovani e adulti, e con particolare attenzione alla comunione con i ministri o organismi della Chiesa a cui si offre la collaborazione.
Esistono quindi
consigli parrocchiali di AC, il consiglio diocesano, il consiglio nazionale e la delegazione regionale. Tutti questi organismi, coordinati da una presidenza eletta internamente, si riuniscono periodicamente (circa mensilmente) e decidono sulle linee che guidano localmente l'Associazione, accogliendo le indicazioni e i piani pastorali della parrocchia, della diocesi o degli organismi della Chiesa a cui fanno riferimento.
Alle riunioni dei consigli sono sempre invitati gli assistenti ecclesiastici (parroco o sacerdote da lui incaricato per l'associazione parrocchiale; assistente diocesano nominato dal vescovo, coadiuvato da un eventuale collegio assistenti per l'associazione diocesana; vescovo assistente per l'associazione nazionale), la presenza dei quali è necessaria per rendere effettive le possibilità di collaborazione con la gerarchia e per sostenere e incoraggiare la responsabilità dei laici.

Formazione dei soci
La struttura associativa, formata dai responsabili ai vari livelli, cura gli itinerari formativi dei soci, affidando responsabilità educative. Per tenere conto delle diverse esigenze delle persone, in base all'età e alle situazioni di vita, la proposta educativa è differenziata, e per questo nelle associazioni si formano settori (adulti e giovani), omogenei per fascia di età, ed esiste una particolare attenzione ai bambini (ACR: Azione Cattolica dei Ragazzi). Sono presenti inoltre movimenti, impegnati in particolari ambienti:
· scuole superiori (MSAC: Movimento Studenti di AC);
· università (GUC, Gruppo Universitari Cattolici);
· mondo del lavoro (MLAC, Movimento Lavoratori di AC);
Comune a tutti i settori, ACR e movimenti è la scelta del
gruppo come luogo della formazione, pensata sempre come conseguenza di una esperienza di vita cristiana e di comunione.
Ogni gruppo, a seconda della fascia di età, ha a disposizione un progetto formativo e proposte annuali, secondo sussidi realizzati a livello nazionale e integrati a livello diocesano, che fanno riferimento alla corrispondente proposta catechistica della CEI.
Le proposte per le diverse età sono strettamente legate e nel consiglio parrocchiale di AC tutti i settori, insieme con l'assistente, mettono a punto i programmi di ciascun gruppo e verificano gli itinerari percorsi.
I gruppi, seguiti dal loro
animatore, si riuniscono periodicamente (indicativamente, una volta ogni una o due settimane). Anche gli animatori (o educatori per l'ACR) formano un loro gruppo che offre un itinerario di formazione orientato al servizio comune.

Il servizio alla Chiesa

Nella parrocchia: le associazioni parrocchiali collaborano con il parroco soprattutto per la formazione dei laici della parrocchia. Quando, fra le altre proposte, la parrocchia accetta anche lo strumento di AC, nascono in modo coordinato gruppi per le varie fasce di età, i cui itinerari mediano le esigenze specifiche della parrocchia con le proposte della Chiesa locale e universale. L'AC offre sussidi per facilitare questo compito e per dare una formazione comune nelle diverse parrocchie. I gruppi di AC sono aperti a tutti gli interessati.
Caratteristica della formazione perseguita dai gruppi di AC è la seria ricerca di completezza: catechesi, liturgia, spiritualità e carità.

Agli altri livelli: in diocesi, in regione e a livello nazionale, i responsabili eletti lavorano seguendo i relativi progetti offerti dalla Chiesa e si impegnano a servire e coordinare il lavoro di tutta l'Associazione elaborando sussidi, proponendo occasioni di incontro, riflessione e preghiera.

Sul territorio: i gruppi di AC cercano di essere attenti alla vita del territorio e ai problemi delle persone che vi abitano. Si impegnano in un lavoro apostolico, progettando occasioni di dialogo con tutti.
Sono inseriti nella società civile e politica e partecipano attivamente alla sua vita.

Negli ambienti: l'AC cerca specifiche occasioni di presenza nella scuola, nell'università e nel mondo del lavoro, interessandosi alle persone in momenti importanti della loro vita, e cercando di testimoniare che nessun luogo è estraneo alla proposta del Vangelo.

Storia dell'azione Cattolica

1867 - La Società della Gioventù Cattolica Italiana

Due giovani, Mario Fani, del circolo S. Rosa di Viterbo, e Giovanni Acquaderni, animatore di un circolo giovanile bolognese, danno vita alla Società della Gioventù Cattolica Italiana, primo nucleo dell'ACI, adottando come programma il motto "Preghiera, Azione, Sacrificio", da tradurre nella fedeltà a quattro doveri principali: devozione alla S. Sede, studio della religione, vita cristiana, esercizio della carità.
Nel 1868 Pio IX approva con il breve pontificio Dum filii Belial la costituzione della nuova associazione.
Nel 1874, promosso dalla Società della Gioventù Cattolica, si tenne a Venezia il primo congresso dei cattolici italiani, iniziativa da cui nacque l'Opera dei Congressi e dei Comitati cattolici in Italia.

1896 - Viene fondata la FUCI
L'idea di una federazione, che sarà il nucleo iniziale della FUCI, viene sviluppata nel corso, che dà vita al primo Circolo Universitario cattolico in Italia (1894). Nel 1896, nel XIV Congresso dei cattolici italiani, viene ufficializzata l'idea, già emersa un paio d'anni prima all'interno del circolo universitario di Roma, nato nel 1894, di creare una federazione nazionale dei circoli universitari cattolici. Fin dai primi anni la FUCI è impegnata su due versanti: il confronto con la cultura moderna, e l'impegno nell'ambito sociale.

1908 - Nasce l'Unione fra le Donne Cattoliche Italiane
Creata ad opera di Maria Cristina Giustiniani Bandinim, e con la collaborazione di Adelaide Coari, l'Unione Donne si assume la cura dei fanciulli cattolici indirizza la propria azione nel campo della catechesi, dell'istruzione, dell'assistenza, portando fervore e vitalità nuove per la presenza femminile nella Chiesa.

1918 - La Gioventù Femminile
Per iniziativa di Armida Barelli, sostenuta da Benedetto XV prima e da Pio XI poi, nasce all'interno dell'Unione Donne la Gioventù Femminile di AC, con il compito di prendersi cura della "formazione religiosa, intellettuale, morale e sociale della giovane".

1919 - La fine del non expedit
Nel dopoguerra, con la nascita del Partito Popolare di Sturzo e la fine del non expedit, il laicato cattolico si riorganizza e si fa più netta la divisione di compiti tra l'Azione Cattolica, il partito, il sindacato. Nel 1922, al fine di raggruppare tutte le opere degli adulti nasce ad opera di Augusto Ciriaci e mons. Domenico Tardini l'Unione Uomini Cattolici, voluta da Pio XI.

1923 - La riorganizzazione di Pio XI
Durante i primi anni di pontificato di Pio XI si procede a ristrutturare complessivamente tutta l'Associazione. Con gli Statuti del 1923 l'AC viene costituita in 4 sezioni:
· Federazione Italiana Uomini Cattolici
· Società Gioventù Cattolica Italiana
· Federazione Universitari Cattolici Italiani
· Unione Femminile Cattolica Italiana

1931 - Lo scontro col fascismo
Mussolini, contravvenendo agli accordi sanciti con il Concordato del 1929, invia ai prefetti l'ordine di chiudere i circoli dell'AC, perchè l'attività formativa religiosa esercitata in essi viene considerata contraria al fascismo.
Pio XI risponde con l'enciclica "Non abbiamo bisogno" in cui afferma che il laicato e l'AC non hanno bisogno di garanzie diverse da quelle della Chiesa, della fede, e del rapporto con il pontefice.

1943 - Le organizzazioni di massa
Dopo la guerra, anche per merito dello sforzo organizzativo condotto lungo tutto l'arco del pontificato di Pio XII, l'AC raggiunge un'espansione mai vista prima: nel 1943 gli iscritti sono circa 2.500.000 e giungono nel 1959 a 3.372.000.

1948 - I "Comitati Civici"
Il periodo che si apre con la Liberazione e le successive elezioni per la Costituente, nel 1946, vede un coinvolgimento quasi diretto dell'AC nelle competizioni elettorali e, più in generale, nel dibattito politico. Nel 1948, in particolare, in vista delle prime elezioni politiche repubblicane nascono i cosiddetti Comitati Civici, un'organizzazione collaterale all'AC, con lo scopo di mobilitare tutte le forze cattoliche per la battaglia elettorale. Questo sforzo diretto di mobilitazione, se da un lato esprime la radicalità dello scontro politico in atto, dall'altro, soprattutto negli anni seguenti, sembra manifestare scarsa sensibilità nel cogliere le profonde trasformazioni che in questi anni stanno cambiando il volto del Paese, avviandolo ad una secolarizzazione forse mai conosciuta.
Anche all'interno dell'AC, tuttavia, comincerà tra breve a farsi strada quella ricerca di rinnovamento che maturerà negli anni che ci avvicinano al Concilio.

1964/1973 - Il rinnovamento e la scelta religiosa
Nel 1962 si apre il Concilio Vaticano II e, nel 1964, viene nominato Presidente della Giunta Centrale di AC Vittorio Bachelet, che, nel clima di rinnovamento conciliare, conduce l'Associazione a compiere la cosiddetta "scelta religiosa". Con essa non si intende indicare la strada del disimpegno dal piano temporale della vita cristiana ma l'affermazione della priorità dell'annuncio della Parola "in quanto capace di creare uomini nuovi e portatrice di una profonda carica di trasformazione della vita e della storia".

1969 - Un nuovo Statuto
Coerentemente con le nuove prospettive postconciliari, l'AC si dà nel 1969 un nuovo statuto, elaborato dopo un lunghissimo periodo di revisione, confronto, riflessione dei propri aderenti ai vari livelli.
La struttura organizzativa dell'Associazione assume un volto nuovo: i quattro Rami (Gioventù Maschile, Gioventù Femminile, Unione Donne, Unione Uomini) lasciano il posto a due Settori, uno per i giovani e uno per gli adulti, mentre le Sezioni minori sono sostituite con un'unica struttura unitaria: l'Azione Cattolica dei Ragazzi.

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